In bianco Natal.

dic 20th, 2008 | By Flavio Mele | Category: un dito nel cuore

Ciao gente,

l’appuntamento con le nostre dita nel vostro cuore si rinnova, in un clima gelido e spudoratamente prenatalizio, ove pare che la bontà sia una delle prerogative principali su cui basare le nostre aspettative di uomini medio borghesi. Ma nella vita reale cosa cambia?

Un po’ di differenze le potremmo notare in ambito comunicativo: il suffisso Buon Natale, Buone Feste o Buon Anno succede a qualsiasi forma di congedo volontario, si passano serate intere ad organizzare i veglioni e i cenoni senza poi concludere un granchè perchè si sa che le feste si improvvisano, si sfoggia il proprio riconoscimento al Natale appendendo dei Babbi Natali che ti scalano i palazzi e i balconi stile furto in villa, una nuova forma di comunicazione di massa per me, come a voler dire al mondo intero “sono più approntato di te al natale, dato che tu te ne freghi, io mi faccio rubare in casa da Santa Claus”.  Poi l’albero (una tradizione anticamente pagana), il presepe (schernito in ogni parte del mondo attraverso collusioni con il mondo della politica, dello showbiz, e altre porcherie varie) e altre tradizioni varie, come quella dell’abbuffamento incondizionato a livello familiare, dell’ubriachezza da digestivi, delle paranoie sui regali da fare e sulla felicità parziali da regalare al prossimo, i vestiti da sfoggiare, le scritture contabili da chiudere il più in fretta possibile, le redenzioni in massa per presentarsi puri in occasione della natività del Signore.

Questo è ciò che rappresentiamo, nella nostra più piena coscienza occidentale a cui possiamo aspirare, nella nostra consapevolezza di far parte di questo ma di non farne parte mai del tutto.

La verità è che dentro siamo un po’ malinconici, troppi Natali si susseguono veloci e non riusciamo mai ad inoltrarci nel vero spirito natalizio in senso pieno, come insoddisfazioni che rimandano sempre all’anno successivo, senza pretese e senza troppi accorgimenti.

Le malinconie  e le riflessioni ci daranno ragione, il Natale non è rosso, e non sono palline attaccate ad una conifera sradicata per l’occasione, Natale non è il polpettone della nonna anche se insuperabile, non è la famiglia che ti avvolge col suo gelido abbraccio, non sono le mance al povero, non sono le luci intermittenti…non è nulla di tutto questo.

Il Natale è e sempre rimarrà la festa della nascita di Cristo, un occasione per tutti, di poter toccare con mano la pienezza del suo spirito. Per i Cristiani dovrebbe essere una verità inviolabile, ma spesso e volentieri è argomento sconosciuto, e questo mi dispiace davvero parecchio.

 Che Dio ci perdoni, anche a Natale.

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One comment
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  1. cene, feste, abiti, accumulo di oggetti inutili.. Perchè? perchè è natale…
    ed io da comune mortale, passiva, mi attivo alla ricerca di un senso a tutto questo : ostentare bontà quando invce è solo convenzione…mi rifiuto di ingozzarmi di panettoni realizzati da mastodontiche macchine industriali e disposti in bella vista al supermercato, etichettati di sconto e compiancenti verso chi, qst natale ha perso il lavoro, è stato sfrattato dalla sua casa prchè non in grado di pagare l’affitto…ma il panettone, è li, egli, lo deve mangiare, deve sorridere perchè è natale….
    facciamola finita!!! ancora vogliamo narrarci la storia della rana che diventa principe???
    no, a natale non siamo tutti più buoni, siamo solo tutti più umani rispetto al resto dell’anno: “viviamo e ci nutriamo, maggiormente, di buona ipocrisia”

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