Rivoluzione in fase REM.
dic 9th, 2008 | By Flavio Mele | Category: un dito nel cuore
Ciao a Voi e bentornati al nostro ennesimo appuntamento!
Chi ha il coraggio di mettersi veramente in gioco in questa vita, è un martire dalla fede salda ma dalla carne debole. E’ un po’ come sentirsi sensibili e duri nello stesso tempo, è anche un po’ adrenalinico, e per me è l’essenza della vita stessa.
Non sono il detentore assoluto della verità, se fosse così al posto di star qui a scrivervi sarei protagonista o personaggio del Faust di Goethe, oppure sarei morto e risorto 1975 anni fa, ma pur non essendo così, sono convinto che ognuno di noi possiede dentro di sè diversi pezzi di verità.
Ad esempio, come negare che il mondo in cui viviamo è governato da gente insana, che il professare la fede in certi luoghi è solo un rito meccanico di accozzaglie di genti agghindate in pompa magna mentre in altri luoghi si perde la vita volontariamente nel nome del Signore, che la politica è intesa ormai come compromesso tra un ridicolo showbiz ed una collusione tra mafie, che la giustizia è una forma elitaria di rapporto tra la classe dirigente e la gente ricca…
Eppur si vive (come direbbe Galilei), per contraddizione a quanto sopra, e si vive alla grande, in attesa di una qualche rivoluzione sociale che dovrà sconvolgere il concentramento dei poteri, sopprimere l’arroganza e l’opulenza della Chiesa Cattolica (s.p.a.), ridare voce e forza alle classi deboli, ristabilire la democrazia.
Non so Voi, ma io non mi aspettò granchè, sarà il mio pessimismo, saranno i tempi che corrono, ma giù in piazza non scendo più a protestare, sarà il freddo, o la disillusione, saranno gli astri sfavorevoli, non credo a nessuna rivoluzione, sono ormai rassegnato.
Una rassegnazione al sapore del sogno, della speranza, dell’illusione onirica che un qualcosa aldilà delle nostre percezioni sia ancora possibile, che non tutto è perduto. Sono contento di viverli questi sogni, ad occhi aperti, a testa alta, rinnegando la realtà, negando l’evidenza di una verità troppo scomoda per chi è ancora in grado di ascoltarci.
Abbiamo bisogno di un piccolo compromesso tra sogno e realtà.








La rivoluzione???La sovversione???
Ma che?? Cazzate.
sovversiva sono tra le quattro mura della mia camera,; rivoluzionaria lo sono quando non mi confondo con la massa, ma silenziosamente, senza fare troppo chiasso.
Non si può andare “in massa controcorrente “perchè le politiche che ci governano hanno potere, troppo potere e mettono a tecere tutti col denaro. Il denaro si..perchè oggi c’è un’etica del denaro…
e non fate gli ipocriti, non dite che se ne può fare a meno e non dite che non accettate un buon lavoro in cambio di un voto.!!!!
E’ il sistema .E sarà sempre così fin quando esisteranno i potenti che sopprimono la povera gente…
neanche io scendo in piazza a protestare….la piazza non è vero che è di tutti, la piazza è la loro, tutto è loro perchè il denaro domina il bisogno e i bisognosi , e , li rende schiavi di dire “si” ed accettare tutto o quasi, in cambio di un pezzo di pane.
Gli ideali si raccontano, si scrivono.. si scrivono sui romanzi, ma una volta terminata la lettura di essi.. ti guardi intorno ancora sognatore e di colpo atterri sulla realtà!
la realtà è che per avere un piatto caldo devi avere i soldi, che per scaldarti devi pagare la bolletta, che per imparare a leggere e a scrivere devi comprare i libri..
gli ideali appartengono ai bambini, ai fanciulletti,,,a noi, veterani, appartengono le armi per poter sopravvivere…