Chi non ha mai pensato di voler osservare il mondo da altre prospettive? Ad esempio, voler guardare solo per un momento il nostro pianeta da un satellite spaziale, da sopra dei grattacieli, empaticamente attraverso gli occhi del nostro prossimo, dal nucleo principale verso l’esterno…
E’ un’alternativa che da un po’ di tempo mi affascina, mi stimola voglie irrefrenabili di conoscenza; dal voler sapere quali immagini mettiamo a fuoco, quali meccanismi cogliamo al volo, quali situazioni potremmo prevedere attraverso le nostre fonti statistiche, arrivando all’applicazione tecnico scientifica delle nostre scoperte. Un approccio scientifico nato da una curiosità principalmente filosofica: la risposta alla domanda che da sempre tormenta l’uomo, le civiltà, la filosofia ma anche la scienza. Ed il Faust di Goethe.
“Come, attraverso le nostre possibilità, conoscere il mondo al pari di Dio?”. E’ di sicuro la domanda a cui tutti vorremo rispondere, almeno i più curiosi; sono sicuro che le persone le quali rivoluzionarono la scienza, o la geografia, o l’astronomia, e di conseguenza la storia (pensiamo a Galileo Galilei, Cristoforo Colombo, Napoleone Bonaparte) si saranno posti questa domanda molto prima di sviluppare le proprie tesi argomentate e di averle messe in pratica. E d’altrocanto solo osservando così positivamente e positivisticamente da questa prospettiva magari riusciamo a cogliere il lato meno tetro e sconosciuto che la storia può fornirci (spesso non spiegato nei tanto venerati ed acclamati manuali di storia).
A volte però non ci rendiamo conto che i nostri punti di vista, osservando con i nostri occhi, sono errati! Perchè quando riusciremo a capire la vastità del problema, le capre ipotizzeranno la teoria della relatività.
Questo deve servirci da spunto di riflessione per contrastare la nostra sete di conquista incondizionata del dono della conoscenza dell’assoluto!
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