Petizione sul web per “Moralizzare AMIA Palermo”
giu 18th, 2009 | By YOUrban | Category: attualitàUna petizione popolare via web con quattro domande rivolte al presidente in pectore dell’Amia Gaetano Lo Cicero per verificare la sua credibilita’. Sono quattro impegni da prendere con la citta’ di Palermo per dimostrare di voler dare seguito alle intenzioni piu’ volte annunciate dal nuovo vertice dell’azienda comunale per l’igiene ambientale in questi giorni per “moralizzare” e “rendere efficiente” la gestione della societa’ comunale di raccolta dei rifiuti, nell’occhio del ciclone anche per la gestione definita allegra delle risorse e le missioni a Dubai. Il segretario della Cgil di Palermo, Maurizio Cala’, assieme ai capigruppo del consiglio comunale del Pd, Davide Faraone, di Un’Altra Storia Antonella Monastra, di Idv Fabrizio Ferrandelli, dell’Mpa Mimmo Russo presentano domani l’iniziativa alle ore 11, nell’aula Rostagno di palazzo delle Aquile. La petizione sara’ veicolata via web sul sito della testata giornalistica d’informazione Siciliainformazioni.com, che ospita e condivide l’iniziativa. Il comitato promotore e’ costituito dallo stesso cartello di forze che ha combattuto e vinto in consiglio comunale la battaglia contro l’aumento della Tarsu. I quattro impegni chiesti a Lo Cicero riguardano il passato, il presente e il futuro dell’azienda e serviranno anche a fornire una corretta informazione ai cittadini sulla gestione che ha portato l’azienda al disastro, con un buco di bilancio di oltre 150 milioni di euro. “I cittadini di Palermo – e’ l’appello lanciato – hanno il diritto di sapere cosa e’ successo all’Amia e come sono stati spesi i loro soldi, per spezzare il velo di mistero che ha sempre ammantato di segreto le scelte gestionale dell’Amia”. A Lo Cicero vengono chiesti quattro atti di volonta’ gestionale che non necessitano del supporto di finanziamenti, ma che possono determinare la differenza tecnica e la qualita’ democratica nella conduzione amministrativa di un’azienda pubblica di cui proprietari sono i cittadini.









L’unico modo per dare fiducia ai ” nuovi ” insediati è che gli amministratori CORROTTI E LADRI ISTITUZIONALIZZATI ,paghino amministrativamente e penalmente i furti perpetrati a carico della comunità, così come avviene anche semplicemente per i ladri di galline..Ma la magistratura dove è? Siamo come i paesi sudamericani e noi rassegnati a subire tali delinquenti e magari a rivotarli in cambio di una cazzata personale.
C’è speranza ?????