Protestano gli anziani indigenti di Palermo, niente biglietti gratuiti per il trasporto pubblico

Scritto da: YOUrban

biglietto amat

Circa duecento anziani hanno protestato questa mattina in piazza Pretoria, a Palermo, contro l’amministrazione comunale del capoluogo per il mancato rilascio dei biglietti gratuiti per il trasporto pubblico. La manifestazione è stata indetta da Fnp-Cisl, Spi-Cgil e Uilp.
Malcontento da parte dei sindacati, per la mancata presenza del sindaco Diego Cammarata e dell’assessore alle Attività sociali, Stefano Santoro. Proprio l’assessore nel corso dei primi mesi del 2009 aveva assicurato più volte l’assegnazione dei carnet di biglietti Amat gratuiti, dal valore di 103,9 euro, fissando l’ultima scadenza entro aprile.

La manifestazione e’ stata composta e si è conclusa dopo l’incontro con il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna ma l’incontro non è stato proficuo. “Con il presidente – spiegano dalla Fnp Cisl – abbiamo ricostruito tutta la vicenda legata al mancato rilascio dei ticket ma Campagna è stato chiaro: il problema non si può risolvere, il bilancio comunale è pronto e non è possibile distogliere nessun capitolo del bilancio per i biglietti”. E così 5 mila anziani di Palermo resteranno, per il terzo anno consecutivo, senza i tagliandi gratuiti. “Quel che fa più rabbia – aggiungono dal sindacato dei pensionati della Cisl – è stata l’assoluta assenza del sindaco, con il quale avevamo chiesto di parlare, e dell’assessore Santoro. Si sono defilati, evitando di affrontare il problema”.

Campagna ha incontrato i segretari generali delle tre federazioni dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil – Giuseppe Gagliano, Giovanni Tamburella e Giuseppe Caruso – ma anche i segretari confederali di Cgil (Antonio Palazzo), Cisl (Mimmo Palazzo) e Uil (Antonio Ferro). “Concretamente non è stato raggiunto nessun obiettivo – concludono dalla Cisl pensionati – e adesso fisseremo una riunione unitaria con Spi-Cgil e Uilp. Dobbiamo riprendere le attività e continuare la nostra battaglia in difesa dei 5 mila anziani, illusi per troppi mesi dall’amministrazione comunale”.

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  1. Credo che sia venuto il mmenoto di eseguire un accurato e serio lavoro di censimento al fine di quantificare la presenza dei precari nei vari isctituti CNR. Mi riferisco in particolare agli assegnisti di ricerca. Questo tipo di contratto e8 chiaramente molto vantaggioso per l’ente e per il laboratorio che mette a disposizione i fondi ma per il precario e8 estremamente penalizzante. Esistono casi di assegnisti che si ritrovano il contratto rinnovato fino a sei, sette, otto anni!!! Ma questo tipo di contratto non puf2 essere impugnato in alcun modo al fine delle stabilizzazioni. Perche8 non convertire gli assegni di ricerca pif9 volte rinnovati negli anni in contratti a tempo determinato? Sarebbe un inizio di stabilizzazione.Grazie

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