Rimpasto nella giunta regionale, fuori Di Maggio dentro Anello. Dalì rassegna le dimissioni
set 9th, 2009 | By Francesco Cimò | Category: Primo Piano
Nuovo assessore in quota Pdl alla Provincia di Palermo. Il presidente, Giovanni Avanti, ha firmato ieri pomeriggio la determina di nomina ad assessore provinciale di Alessandro Anello. Attraverso lo stesso atto amministrativo si è proceduto alla revoca dell’assessore Giuseppe Di Maggio.
“Nel rispetto del patto di coalizione – ha sottolineato Avanti - ho recepito le indicazioni del coordinatore regionale del Pdl, così come avevo già fatto un anno fa al momento dell’insediamento della Giunta. Ho quindi soltanto preso atto di ciò, e provveduto a modificare la composizione del Pdl in Giunta. Ne è prova il fatto che desidero esprimere sincero apprezzamento verso l’operato dell’assessore Di Maggio, del quale ho avuto modo di conoscere la competenza e la dedizione verso l’Amministrazione“.
“Desidero, nel contempo – conclude il presidente della Provincia – formulare i migliori auguri di buon lavoro all’assessore Anello che avendo già maturato esperienza all’interno della Provincia saprà mettere a frutto i suoi trascorsi“. Nei prossimi giorni Avanti provvederà ad assegnare le deleghe all’assessore Alessandro Anello.
La decisione di revocare la delega in quota PdL ha però subito avuto i suoi effetti, Eusebio Dalì, esponente palermitano del Popolo della Libertà vicino al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, ha rimesso nelle mani del presidente la delega che gli era stata assegnata nella giunta “Avanti“.
“Rassegno le mie dimissioni da assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca e alle Politiche Giovanili della Provincia regionale di Palermo”, ha dichiarato Dalì, che ha proseguito – la decisione di dimettermi è un atto consequenziale, frutto dell’incompatibilità politica tra la mia posizione e la scelta del Presidente Avanti di revocare l’incarico all’assessore Di Maggio. Non entro – dice l’esponente del Pdl – nel merito delle logiche che soggiacciono alla gestione del mio partito, perché queste sono considerazioni che afferiscono ad altri livelli di discussione politica, e non è certo il momento di giocare a fare i leader“.
E proprio sulla questione della leadership, Eusebio Dalì si dice “fiducioso che il partito di maggioranza del Paese, nella regione più azzurra d’Italia, possa prima o poi tornare a essere affidato a chi del partito ha fatto la storia recente, ovvero a colui che è dai più riconosciuto come il leader naturale. Quantomeno – conclude Dalì – sono certo che il Popolo della Libertà diverrebbe finalmente una cosa seria e finirebbe tutto questo teatrino, di cui gli spettatori paganti sono, in definitiva, solo i siciliani“.







