Enzo Fragalà è morto dopo tre giorni di coma

Scritto da: YOUrban

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Enzo Fragalà non cel’ha fatta. Il penalista palermitano aggredito martedì scorso, dopo tre giorni di coma è morto all’ospedale Civico di Palermo.

E un enorme vuoto quello che lascia Enzo Fragalà, stimatissimo da tutti i colleghi, e uomo politico di enorme levatura. Proprio per questo, appresa la notizia, l’ordine degli avvocati di Palermo ha preannunciato un giorno di chiusura di tutti gli studi legali.

Ecco chi era Enzo Fragalà. Sessantun’anni, sposato con Silvana Friscia, padre di due figli, entrambi avvocati, il penalista Enzo Fragalà esercitava la professione forense dal 1974. Nato a Catania, si era trasferito giovanissimo a Palermo e aveva vissuto nel capoluogo dell’Isola gli anni della contestazione studentesca: da sempre esponente della destra estrema, si era diviso tra la passione politica e la professione forense, che aveva intrapreso giovanissimo.

Nella sua carriera, iniziata all’ombra del maestro Frino Restivo, aveva vissuto tutte le stagioni giudiziarie più importanti, dal maxiprocesso agli anni ’90, quelli delle stragi e dei “processi politici”.

Parallelamente, dopo avere fatto politica quasi esclusivamente in ambito locale e dopo essersi candidato nel Msi al Parlamento nazionale, ma senza mai essere eletto, nel 1994 era diventato deputato alla Camera, ed era stato rieletto nel ’96 e nel 2001.

Complice l’infortunio legato alla vicenda del consulente della commissione Mitrokhin Mario Scaramella, da lui voluto come consulente e poi arrestato e condannato per violazione del segreto investigativo, Fragalà pagò con la mancata ricandidatura alle elezioni politiche del 2006. Nel 2007 entrò al Consiglio comunale, come esponente del Pdl.

Come avvocato difese anche suoi vecchi “camerati”, tra i quali Carlo Cicuttini, condannato per la strage di Peteano e morto alcuni giorni fa, ma era impegnato soprattutto con “colletti bianchi”, imprenditori e politici. Non aveva mai difeso, per scelta e perché Gianfranco Fini glielo aveva ‘vietato’, boss mafiosi: tanti anni fa si era rivolto a lui Totò Riina, ma Fragalà si era rifiutato di assisterlo. Negli ultimi anni aveva assistito anche costruttori disposti a fare ammissioni sul proprio ruolo, accusando mafiosi e colleghi.

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