Vieni via con me, e la tanto attesa replica del ministro, ma una nota stonata c’è stata

Scritto da: Francesco Cimò

Nel giorno della protesta dei lavoratori dello spettacolo per i tagli, il programma dedica una testimonianza a loro sostegno scritta dal ‘papà’ di Montalbano, dal tema “con la cultura si mangia”.

Era la puntata tanto attesa, perché c’era l’ospite d’onore, la guest star come direbberogli anglofili, il ministro dell’interno Roberto Maroni con il suo elenco. Una lista di ovvietà che sapevano di replica fatta per dire noi della Lega non siamo mafiosi. Nel frattempo Fazio era li che aspettava con un sorrisino stampato sul viso e come un falco sullapreda al termine dellalettura rincara la dose, con quel suo modo di fare da don abbondio, “dicevamo solo che al nord siete i più forti, magari vi avranno cercato”.

E c’è anche Corrado Guzzanti che legge il suo personale e divertente “elenco di battute che non aiuteranno la trasmissione”, ne ha per tutti, Berlusconi, il Papa, il Pd a destra e poco a sinistra, un momento per ridere.

Una sola battuta degli interventi delle tre donne (Emma Bonino, la presidentessa della Cgil Susanna Camusso e laura Morante) non mi è piaciuta, in particolare quella della seconda intervenuta in cui dice: “sono nata nel sud, posso scegliere se obbedire o emigrare”. Io sono del sud, e ci resto male quando ancora la mia terra viene dipinta come un luogo arretrato nei pensieri e nei modi di fare, sempre e comunque generalizzando. In Sicilia molte, moltissime donne ricoprono cariche importanti, nella società e in ambienti produttivi.

Basta, non voglio più sentire nessuno dipingerci così come i luoghi comuni hanno sempre fatto per anni, raccontando il sud e la Sicilia in particolare come un luogo in cui gli uomini vanno ancora in giro con la lupara, e le donne col fazzoletto in testa. Noi non siamo più quelli, gli anni sono passati pure per noi. Anche noi siamo nel 2010.

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